Gian Luca Marozza

28 febbraio 2014



Perché occorre il salva Roma se siamo secondi in classifica? E se Marino blocca Roma, allora i Romani possono spostarsi in massa ai Castelli e bloccare Marino?
Di preciso, non avendo seguito fino in fondo la vicenda, TASI…che minkia vuol dire? E soprattutto, devo applicarmi per impararlo o fra un mese la cambiate di nuovo….per noi Romani…non potreste chiamarla semplicemente tassa sulla monnezza?
Michelle Obama fa presto a dichiarare guerra all’obesità…ha provato a tirar su un orto a Laurentino 38? Come minimo ti filma Google maps e pensa che stai coltivando l’erba…di casa tua.

Fra i turisti europei va forte la Bulgaria, segno che i tempi sono cambiati e gli editti dispotici non provengono più da Sofia; nell’est europeo non perdono invece il vizio di rovesciare le statue, come a Kiev…certo sto rivalutando i miei condomini, quando sento le colf ucraine dire che sono preoccupate del loro vicino di casa.
Guardavo le foto del Papa con in braccio il bambino mascherato da … PAPA! Ormai mi rendo conto che non siamo più liberi…né naturali… anch’io mi sorprendo a pensare “di cattivo gusto”, scorro i vari siti…qualcuno copre gli occhi del bambino con la banda nera per la privacy…ma un bel “ANVEDI CHE FICO” accompagnato da una sana risata, no?
Comunque il Francisco non disdegna di dare una picconata al giorno alle barriere vaticane….dopo i gay…via libera ai separati…più liberale di Vendola
Un pool di ricercatori europei sta lavorando ad un software in grado di certificare le notizie che compaiono on-line e di catalogare le voci come speculazione, controversia, informazione sbagliata e disinformazione. Chi vi scrive aspira a raggiungere l’apice in tutte le 4 categorie elencate e si prenota per eventuali upgrade.
A Los  Angeles una copia firmata dall’autore del Mein Kampf è stata battuta all’asta per 65.000 dollari: fu regalata ad un ufficiale con tanto di dedica per il Natale del 1926: da quest’anno ci penserete bene a riciclare i brutti regali…o forse no

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15 marzo 2011

I love Japan


Quando entrai in agenzia per prenotare il mio viaggio in Giappone ero emozionato come al primo esame all'università...mancavano ancora tre mesi ma avevo già divorato guide turistiche, testi specializzati, cartine geografiche...i nomi che per tanti anni erano serviti quasi solo per le barzellette, storpiati, sillabati, seguiti sempre da un ingiustificato sorriso, accompagnati da qualche urletto da finta arte marziale, ormai avevano un senso, una collocazione geografica, una storia... è come innamorarsi in internet o in chat, di un paese/donna che non hai mai visto ma del quale credi di sapere tanto...e poi un giorno, un 11 di marzo, qualcuno ti dice che è successa una cosa terribile, che quell'incontro così desiderato non ci sarà fra tre mesi, forse neanche tra un anno...

Il tempo guarisce è vero, ma il giorno dopo la ferita sembra così profonda ed esce così tanto sangue che la paura è sempre che non si fermi più, che non torni nulla come prima, che rimangano troppe cicatrici.

No, non andrò a Tokyo a fare finta di nulla davanti alle vetrine di Prada, non mi nutrirò del dolore di questo popolo unico, mi semrerebbe quasi di essere come quei mostri che si uniscono all'osceno pellegrinaggio sui luoghi del martirio di Sarah Scazzi...che dovrei fotografare, l'antenna piegata della torre o il terrore della nube atomica? A volte non sono così deluso che il giornalismo non sia la mia professione principale, non sono così ambizioso di essere un corrispondente dall'estero, inviato nelle zone più calde del pianeta.

Ma un po' di onestà intellettuale mi "pizzica" le dita sulla tastiera del PC: non sarà solo paura, maledettissima paura di nuove scosse, di esposizione alle radiazioni o semplicemente interesse economico per non potersi godere una vacanza?

Si...forse...ma gli amori intellettuali sono a volte più forti di tante piccole e primitive sensazioni, e allora aspetterò che guarirai...I love Japan.

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06 dicembre 2010

MR POOF



Su RaiUno Vespa implementa nuovi modellini di case dell'orrore, su RaiDue la squadra di Senza Traccia si imbatte nei mostri di sempre, una volta americani...ora molto più vicini alle nostre realtà. Su RaiTre Chi l'ha visto immagazzina in un impressionante Data Base l'ennesimo scomparso, forse un po' più "paesano" ed un po' meno horror perché per fortuna c'è ancora qualche anziano pensionato che perde la memoria e si smarrisce nelle vie tante volte percorse; su Rete Quattro - guarda un po' - si parla di Sarah e di Yara....una TV-questura si vota senza timor di fatica alle ricerche più impervie...e gli eroi sono un giorno i cani...un giorno i volontari...un giorno - purtroppo - i carnefici.

In questo mondo disperato e un po' visionario, fra tanti miti cinematografici e di fiction, ne ritorna uno un po' antico e molto molto meno drammatico: c'è chi sparisce nel nulla per volontà del destino, chi per mano di mostri, chi scompare per segreti inconfessabili MA c'è chi sceglie, per fuggire spesso da una donna, a volte da intere famiglie, molto frequentemente da debiti o da noia...

A New York c'è MR POOF...si è l'onomatopeico che ricorda il fumetto di tanti eroi che svaniscono magicamente...anche lui ha passato tanti anni alla ricerca di cose e persone scomparse....ora è passato dall'altra parte come quegli hacker che violano per anni firewall e sistemi di aziende che poi li assumono come responsabili della sicurezza.

Il suo percorso però è a ritroso...adesso MR POOF aiuta la gente a scomparire, cancella tracce di conti e carte di credito, ricchi...o benestanti, a suo dire mai banditi o ladri o assassini, a volte anche poveri, senza farsi pagare per aiutare fughe dalla violenza o dalla vendetta.

Ti tornano alla mente i classici ..."cara esco a prendere le sigarette"

POOF!

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10 ottobre 2006

Dei delitti e delle pene (di morte)



Oggi Amnesty International promuove la IV giornata mondiale contro la pena di morte, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’uso ingiustificato e contrario al diritto internazionale di tale strumento di condanna in molti Paesi del mondo.
Responsabile della proclamazione di tale iniziativa è soprattutto la Coalizione mondiale contro la pena di morte, che protesta anche, al di là della spinosa discussione intorno al fondamento giuridico assoluto, sui procedimenti iniqui e frettolosi che spesso la accompagnano nelle nazioni governate da regimi dittatoriali.
La Giornata mondiale contro la pena di morte punta l’indice verso i sistemi giudiziari di Iran, Arabia Saudita, Nigeria, Cina e Stati Uniti, ma nel contempo saluta con soddisfazione la nascita della Rete asiatica contro la pena capitale e l’abolizione nelle Filippine ed in Moldavia.
La storia della pena di morte attraverso i secoli passa dalla “legge del taglione”, che infligge al reo lo stesso male da questi provocato, al diritto biblico; è solo nella polis dell’antica Grecia che nasce una concezione della pena con finalità educativa (verso la società): in alcune opere di Platone viene affermata l'eccezionalità della pena di morte; con i Babilonesi compare il primo codice scritto, il Codice di Hammurabi, nel quale la pena capitale è largamente prevista; nell’antica Roma sopravvive la commistione tra un diritto pubblico che commina la pena di morte per l'alto tradimento e per gli atti sacrileghi ed un diritto privato che permette forme di vendetta personale. Nella civiltà islamica il Corano prevede la legge del taglione, ed a partire dal XV secolo il codice Ottomano influenzerà fino ai nostri giorni la legislazione di numerosi stati musulmani.

Dall’età medievale in poi il potere della Chiesa mantiene una certa ambiguità nei giudizi circa la pena di morte; nell’Ancienne Regime francese l’esecuzione è addirittura luogo di discriminazione tra ceti prevedendo la forca per i contadini e la decapitazione per i nobili, prima che Guillotin non abolisca drasticamente tale uso con un taglio netto.
La svolta storico-filosofica è da molti individuata nell’anno 1764 con la pubblicazione del libro di Cesare Beccaria Dei delitti e delle pene, dove si insinua il dubbio che sia preferibile comminare pene meno crudeli ma intense e prolungate nel tempo (per esempio l'ergastolo ed i lavori forzati). L’anno successivo, il primo atto politico: Leopoldo I° abolisce la pena di morte dal Gran Ducato di Toscana … purtroppo il provvedimento non avrà lunga durata.
Altri governi nella storia contemporanea abusano della pena di morte, dal Sudafrica dell’apartheid alla Russia dei tempi di Lenin e Stalin, all’Europa del nazismo.

In Italia, il primo tentativo di abolizione risale al 1889, spazzato via prima da Mussolini nel 1926, per combattere gli attentati alla propria incolumità e successivamente nel 1930 dal codice Rocco; nuovamente abolita il 10 agosto 1944, ad eccezione dei reati fascisti, la pena di morte è bandita dalla nuova costituzione della repubblica italiana il 27 dicembre 1947.

Ai nostri giorni l’Unione Europea ha decisamente espresso la propria opposizione a questa pratica e la Commissione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite ha adottato diverse Risoluzioni, come quella del 1998 intorno alla quale venne raggiunta un’assoluta maggioranza, che ha successivamente formalmente richiesto ai Paesi mantenitori di "dichiarare una moratoria sulle esecuzioni in vista della totale abolizione della pena di morte".

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