Gian Luca Marozza

13 novembre 2006

Milan-Roma 1-2


La Roma ritrova in un colpo solo la vittoria a Milano col Milan, che aspettava da 20 anni, un Francesco Totti formato gigante e la concretezza offensiva che mancava da qualche partita. La banda Spalletti affonda il Milan nella crisi più grave dei rossoneri da quando Ancelotti guida Kakà e compagni e si lancia all’inseguimento degli infallibili Guidolin e Mancini, scavando un solco profondo dietro il suo terzo posto.
Dida c’è, anche se dolorante, nella serata nella quale Kalac, pagando le indecisioni di Coppa Italia, perde il posto di secondo portiere per una vecchia conoscenza del calcio italiano: Valerio Fiori. Il mister rossonero si arrende agli infortuni, schierando Brocchi per Gattuso ed all’evidenza, mettendo dentro Oliveira a fianco di Gilardino, ormai dichiaratamente incompatibile con Inzaghi, che si accomoda ancora in panchina. Tra i giallorossi nessuna sorpresa, formazione tipo con Totti unica punta. L’inizio è romanista e già al 9’, su rinvio impreciso di Nesta e dormita di Maldini, il capitano gira in rete sontuosamente un assist di Taddei. Ma il Milan comincia a macinare gioco contro una Roma un po’ troppo coperta, che chiudendo tutti gli spazi in area costringe i rossoneri al tiro da fuori; peccato che il Milan sia di tutta la serie A la squadra più dotata di tiratori dalla media distanza ed in questa fase ad opporsi ai milanesi sono i legni: Seedorf danza sulla palla ed inventa una traiettoria imprendibile che si infrange sulla traversa; stessa sorte per il sinistro di Oliveira, mentre sono i piedi di Doni a salvare sull’imperiosa progressione di Kakà alla fine del tempo. La ripresa inizia sotto il segno della massima spinta rossonera: Oliveira incrocia troppo il diagonale, solo Totti risponde impensierendo Dida da fuori area; ma l’atteggiamento della difesa giallorossa che per chiudere gli spazi lascia campo sul limite dell’area viene punito dal fendente di Brocchi: nell’occasione il tentativo di Chivu di raggiungere la palla di testa toglie quel secondo decisivo a Doni, che non ci arriva. Sarà per il pareggio subito, sarà per l’inserimento di Aquilani per Perrotta, ma la Roma d’incanto ritrova il calcio spumeggiante per cui va famosa: Totti sale in cattedra, giostra tra le linee del Milan e fa salire la squadra, Aquilani trova subito il ritmo partita e solo il colpo di reni di Dida gli nega il gol su uno splendido destro. Kakà spaventa ancora Doni, pronto nella risposta, ma la Roma cresce insieme al suo capitano, che coglie il palo con un destro dei suoi e poi, ad una manciata di minuti dalla fine, insacca di testa su contropiede ispirato dalla spavalda rabona di Aquilani.
Non c’è più tempo per i rossoneri e la gioia è tutta giallorossa.


LE PAGELLE
Doni 7: cresce sempre più questo portiere arrivato a Roma in sordina; sul gol lo abbiamo già assolto; è decisivo nel primo tempo su una deviazione sotto misura di Gilardino e poi esce sui piedi di Kakà con bravura e fortuna; nella ripresa è ancora attento su conclusione da fuori del brasiliano. Una sicurezza.
Panucci 6,5: preciso, esperto, puntuale. In poche parole, Christian Panucci. Da Nazionale.
Chivu 7: prestazione rassicurante, con classe ed esperienza nega tutti gli spazi agli avanti rossoneri. Convincente.
Mexes 7,5: è tornato il giocatore che conoscevamo, dopo un breve intervallo dovuto a problemi fisici. Elegante negli anticipi, felino nelle mischie in aera, imbattibile negli stacchi di testa. Come ebbe a dire Luciano Spalletti qualche tempo fa (in senso positivo), imbarazzante.
Tonetto 6,5: una delle migliori prestazioni stagionali del laterale: copre la fascia con costante attenzione e nel primo tempo recupera su Oliveira salvando la porta da una conclusione a colpo sicuro. Inesauribile.
Mancini 5,5: è ancora in rodaggio; punta raramente l’uomo, e non rientra quasi mai, scoprendo in alcune occasioni del primo tempo il centrocampo, che vacilla sotto gli attacchi in massa dei rossoneri. Fortunatamente, l’istinto lo porta ad allargarsi bene sulla fascia nell’azione del gol-vittoria. Appannato.
De Rossi 6,5: l’anima del centrocampo romanista erge la solita decisiva diga nei momenti difficili di maggiore spinta milanista; peccato per l’occasione che spreca nel momento magico romanista, quando in girata perde il senso della porta ciccando a lato solo davanti a Dida. Una colonna.
Pizarro 5: quando il ritmo sale troppo il cileno soffre sempre; non convince in copertura, ma non è il suo forte, non convince in fase di ripartenza e questa è una brutta sorpresa; come in altre recenti partite perde con dribbling inutili dei palloni pericolosissimi davanti alla difesa. Sotto tono.
Perrotta 5,5: affronta la partita in condizioni fisiche precarie (la domanda, semmai, è se era il caso di farlo scendere in campo) e non entra mai nel vivo del gioco. Inesistente.
Taddei 6,5: qualità e quantità; si propone con minore frequenza rispetto ad altri match frenato dal centrocampo avversario, ma eccelle in alcuni episodi, regalando ancora sprazzi di Brasile; suo l’assist al capitano per il primo gol. Elegante.
Totti 8: brillano gli occhi a vedere Francesco Totti incantare gli spettatori del Meazza con le sue giocate. Segna da centravanti, copre palla da attaccante-boa, inventa e lancia da regista, corre da gregario e ritrova anche quel suo modo di colpire palla, tra collo ed esterno destro che temevamo – a torto – di non vedere più. Esaltante.

Aquilani 7: l’impatto con il match è letale per il Milan e vitale per la Roma. In 30 minuti impegna Dida, rinvigorisce il centrocampo e l’attacco e poi illumina la serata con la sua “rabona”. Devastante.
Ferrari: s.v.
Cassetti: s.v.

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