Reggina-Roma 1-0

Una Roma leziosa ed un po’ troppo innamorata del suo gioco frizzante cade a Reggio Calabria di fronte alla mina vagante della serie A, la Reggina cui Walter Mazzarri ha trasmesso lo spirito battagliero e mai domo, unito alla forza della disperazione per il pesantissimo handicap.
Sotto una pioggia incessante i giallorossi si presentano ancora una volta in formazione rimaneggiata: in difesa assenti Panucci e Mexes, a centrocampo Aquilani non recupera dagli acciacchi dell’Under 21, mentre Spalletti rischia solo Mancini, lasciando inizialmente in panchina Taddei e Montella, che pure si era allenato poco in settimana.
La Reggina è in formazione tipo con Amoruso e Bianchi torri offensive ed a centrocampo Mesto e Leon in gran spolvero.
Primo tempo subito combattuto, magari non bellissimo e neanche poi così ricco di occasioni da rete, ma la Reggina imprime ritmi alti e la Roma, quando la palla riesce a correre rasoterra sul prato imbevuto d’acqua del Granillo, fa vedere qualche triangolazione degna della sua fama.
Fase centrale del primo tempo con la Roma che sembra prendere il comando delle operazioni e da’ l’impressione di poter passare: al 14’ Totti conclude di destro quasi a colpo sicuro ma un difensore in spaccata ci mette un piede; dall’angolo De Rossi svetta e incrocia sul secondo palo, ma Pellizzoli smanaccia; sull’altro fronte un paio di pericolose incursioni amaranto svaniscono sulle respinte di un autoritario Ferrari e su un gran recupero di Chivu. Mancini a tratti sembra poter fare la differenza e nel finale sfiora il gol.
Ma il secondo tempo inizia con la Reggina più decisa ed arrembante ed al 4’ la difesa della Roma è sorpresa da un cambio di gioco dopo una respinta; Amoruso è solo ma fa comunque un gran gol tenendo la palla bassa sul tiro al volo incrociato.
La Reggina è splendida ma la Roma sembra in grado di reagire: Mancini ha ancora la forza per andarsene sulla fascia ed in verità è l’unico a dare la sensazione di poter saltare l’uomo, ma in più di un’occasione gli uomini di Spalletti tentano di arrivare in porta con la palla, non provando mai la conclusione da fuori (eppure il pallore viscido ed il terreno insidioso inviterebbero a farlo); si sbaglia sempre l’ultimo passaggio e così al 18’ dalla panchina arrivano Taddei e Montella per un Rosi inesistente ed ammonito e per un Amantino stanchissimo; ma la Reggina sembra avere una marcia in più dal punto di vista fisico: a centrocampo Tedesco, Amerini, Mesto e Leon corrono per 90 minuti e addirittura crescono nel finale impensierendo più volte la porta di Doni.
La Roma avrebbe anche le occasioni per pareggiare ma prima De Rossi alza sopra la traversa - trattenuto – sull’uscita incerta di Pellizzoli e poi sull’appoggio indietro di testa di Taddei, Perrotta non rischia la conclusione volante e lo stop, solo davanti alla porta, è tra le cose da dimenticare di questa domenica.
Via via i giallorossi perdono fiducia e la partita si spegne nelle mani di una grande Reggina: applausi dalle tribune di Reggio per una splendida prestazione dei padroni di casa.
LE PAGELLE
Sotto una pioggia incessante i giallorossi si presentano ancora una volta in formazione rimaneggiata: in difesa assenti Panucci e Mexes, a centrocampo Aquilani non recupera dagli acciacchi dell’Under 21, mentre Spalletti rischia solo Mancini, lasciando inizialmente in panchina Taddei e Montella, che pure si era allenato poco in settimana.
La Reggina è in formazione tipo con Amoruso e Bianchi torri offensive ed a centrocampo Mesto e Leon in gran spolvero.
Primo tempo subito combattuto, magari non bellissimo e neanche poi così ricco di occasioni da rete, ma la Reggina imprime ritmi alti e la Roma, quando la palla riesce a correre rasoterra sul prato imbevuto d’acqua del Granillo, fa vedere qualche triangolazione degna della sua fama.
Fase centrale del primo tempo con la Roma che sembra prendere il comando delle operazioni e da’ l’impressione di poter passare: al 14’ Totti conclude di destro quasi a colpo sicuro ma un difensore in spaccata ci mette un piede; dall’angolo De Rossi svetta e incrocia sul secondo palo, ma Pellizzoli smanaccia; sull’altro fronte un paio di pericolose incursioni amaranto svaniscono sulle respinte di un autoritario Ferrari e su un gran recupero di Chivu. Mancini a tratti sembra poter fare la differenza e nel finale sfiora il gol.
Ma il secondo tempo inizia con la Reggina più decisa ed arrembante ed al 4’ la difesa della Roma è sorpresa da un cambio di gioco dopo una respinta; Amoruso è solo ma fa comunque un gran gol tenendo la palla bassa sul tiro al volo incrociato.
La Reggina è splendida ma la Roma sembra in grado di reagire: Mancini ha ancora la forza per andarsene sulla fascia ed in verità è l’unico a dare la sensazione di poter saltare l’uomo, ma in più di un’occasione gli uomini di Spalletti tentano di arrivare in porta con la palla, non provando mai la conclusione da fuori (eppure il pallore viscido ed il terreno insidioso inviterebbero a farlo); si sbaglia sempre l’ultimo passaggio e così al 18’ dalla panchina arrivano Taddei e Montella per un Rosi inesistente ed ammonito e per un Amantino stanchissimo; ma la Reggina sembra avere una marcia in più dal punto di vista fisico: a centrocampo Tedesco, Amerini, Mesto e Leon corrono per 90 minuti e addirittura crescono nel finale impensierendo più volte la porta di Doni.
La Roma avrebbe anche le occasioni per pareggiare ma prima De Rossi alza sopra la traversa - trattenuto – sull’uscita incerta di Pellizzoli e poi sull’appoggio indietro di testa di Taddei, Perrotta non rischia la conclusione volante e lo stop, solo davanti alla porta, è tra le cose da dimenticare di questa domenica.
Via via i giallorossi perdono fiducia e la partita si spegne nelle mani di una grande Reggina: applausi dalle tribune di Reggio per una splendida prestazione dei padroni di casa.
LE PAGELLE
Doni 6: nonostante la pericolosità delle trame avversarie non è impegnatissimo, eccetto una punizione di Leon alzata sopra la traversa con sicurezza. Nulla da fare sul gol.
Tonetto 5: balla dalla sua parte anche nel primo tempo, quando la Reggina non spinge con la concretezza che dimostrerà nella ripresa; le discese offensive sono rare e timide.
Ferrari 6: sembra il più sicuro tra le fila difensive; è in crescita ma anche lui viene coinvolto dai pericolosi buchi centrali che si aprono nel secondo tempo.
Chivu 5,5: verrebbe da usare un luogo comune: “senza infamia e senza lode”; ma dove è finito quel giocatore che usciva palla al piede con sicurezza da fuoriclasse e che calciava le punizioni con precisione impressionante?
Cassetti 4,5: sulle fasce la Roma di Reggio proprio non va ed in particolare su quella di competenza dell’ex-leccese si sbaglia praticamente tutto: mai convincente né in copertura né in fase propositiva.
Rosi 4,5: dispiace bocciare così un giovane, ma in fase offensiva non salta mai una volta il suo uomo, intestardendosi nel solito dribbling inefficace: troppi i palloni persi.
De Rossi 6: sufficienza, anche se Daniele è troppo forte per accontentarsi della prestazione offerta al Granillo: ci mette vigore, ma paga gli impegni azzurri.
Perrotta 6: anche lui risente delle fatiche della nazionale ma per un tratto di partita ci sembra il più propositivo del centrocampo: il voto si abbassa per la clamorosa occasione mancata nel secondo tempo.
Pizarro 5: da lui la squadra si aspetta di più, proprio in gare come quella di ieri dove servirebbe ordine ed inventiva; gioca come sa solo a tratti.
Mancini 6,5: fino a quando rimane in campo è il migliore, il più pericoloso; parte lento ma nella fase finale del primo tempo ed iniziale della ripresa va via ai suoi marcatori con irridente facilità…in area però nessuno sembra crederci; il suo rientro è una delle poche note positive.
Totti 5: nel primo tempo sembra in crescita: prova dribbling e discese come non gli vedevamo fare da qualche tempo, arriva al tiro ed è sfortunato; ma nella ripresa, con la Roma sotto, è il simbolo di quella leziosità che non ci è piaciuta ieri: troppi colpi di tacco, poca convinzione.
Etichette: Calcio


3 Comments:
prova 1
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Anonimo, at 1:30 PM
Bella giallù, devo dire che sono d'accordo con la tua analisi, molto dettagliata dei fatti, saresti un cronista perfetto, però mi permetto di dissociare su l'operato del nostro amatissimo e stimatissimo, nonchè latitante capitano. Io da totti mi aspetto molto forse anche troppo, considerando la sua classe e soprattutto al fatto che che sue prestazioni sono state sempre per palati super fini. Di consequenza le mie aspettative sono sempre massime e lui purtroppo non sta in forma, ma neanche lontanamente. A correre corre, ma spesso lo fa a vuoto, e si fissa con tocchettini leziosi che nella sua condizione non può e non deve fare. Adesso ci vuole concretezza, nel momento in cui tornerà a splendere potrà deliziarci ancora con la sua classe immensa. Domenica il gioco si fermava sempre sulla 3/4 appena lui prendeva palla, è doloroso ammetterlo, ma in questo momento totti non fa la differenza e questo è un peccato perchè con un totti al 100% non ce n'è per nessuno....:-)
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Anonimo, at 1:37 PM
Mi piace il commento: lo trovo professionale ed esaustivo. La cronaca è praticamente lo specchio della partita.
Unica cosa su cui non sono molto daccordo è il voto di Pizarro, secondo me merita un 6 pieno: si divincola bene con le sue veroniche strette tra le maglie strette degli avversari, effettua almeno 4 lanci millimetrici da lontano, mandando sulla corsa sia Mancini che Tonetto, dovrebbe provare il tiro da lontano, ma i difensori avversari lo contrastano ed è costretto a lavorare in orizzontale.
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Anonimo, at 1:40 PM
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