GOODBYE VINCENZO

L’aeroplanino decolla da Roma; stavolta non va verso la curva che lo ha amato per sette anni e mezzo, per festeggiare insieme l’ennesimo gol, ma vola verso Londra dove tenterà di ripercorrere la strada di un altro grande “piccoletto” del calcio nostrano: sir Gianfranco Zola. Personalmente, mai giocatore giallorosso sarà più rimpianto: campione vero, attaccante puro, che forse proprio per non volersi o potersi snaturare ha spesso trovato difficoltà ad inserirsi negli schemi di gioco di allenatori con idee chiare e decise (da Capello a Spalletti). Questa connotazione ben definita di attaccante, pur senza avere il fisico e la statura del centravanti boa, insieme ad una serie iellatissima di infortuni più o meno gravi, ha forse impedito al numero 9 di Pomigliano d’Arco una carriera più radiosa, alla quale forse manca un pizzico di fulgore internazionale, perché se poi si parla di serie A, pochi giocatori possono vantare la media gol di Montella.
Ieri il giocatore ha pranzato con i vecchi compagni di Trigoria, ma non si è allenato con loro e ha salutato i tifosi (che gli hanno dedicato un commovente striscione che recitava “Noi e te, nove metri sopra il cielo”) per tentare l’avventura in Premier League, a quanto sembra solo in prestito per sei mesi per tornare poi nella capitale, dove ha un contratto sino al 2010.
Qualche dato: classe 1974, 1,72 m di altezza per 71 Kg di peso, il centravanti rimane cinque anni ad Empoli, tradizionale scuola di calcio per i giovani promettenti dell’area napoletana dal 1990/91 per poi passare in serie B col Genoa; la serie A Vincenzo la trova l’8 settembre del 1996 in Perugia-Sampdoria con la maglia blucerchiata che lo consacrerà goleador (prima marcatura – una doppietta! - proprio contro la Roma il 22 settembre 1996); arriva a Roma nel 1999 e nella capitale segnerà 83 dei suoi 137 goal nella massima divisione, contribuendo all’ultimo scudetto, pur partendo spesso dalla panchina, per la nota staffetta voluta da Capello.
Nel 2001/2002 stabilisce anche il record del derby capitolino segnando quattro gol.
Il triste capitolo infortuni: stagione 1992-93, rottura di tibia e perone; 1993-94 sospetta forma virale che ne altererebbe il battito cardiaco e stagione passate negli ospedali; poi il mal di schiena misterioso che ne ha impedito l’utilizzo giallorosso nell’ultima stagione, culminata con un’operazione e con il gradito ritorno. Certo, Vincenzo sembra alla fine aver vinto poco: uno scudetto ed una supercoppa italiana, tutte in giallorosso. Bomber spietato, con il fiuto del gol tipico degli attaccanti di razza, impreziosito però da doti tecniche da fuoriclasse e da un sinistro sensibile e potentissimo che gli ha consentito anche splendide marcature dalla media distanza.
Ieri il giocatore ha pranzato con i vecchi compagni di Trigoria, ma non si è allenato con loro e ha salutato i tifosi (che gli hanno dedicato un commovente striscione che recitava “Noi e te, nove metri sopra il cielo”) per tentare l’avventura in Premier League, a quanto sembra solo in prestito per sei mesi per tornare poi nella capitale, dove ha un contratto sino al 2010.
Qualche dato: classe 1974, 1,72 m di altezza per 71 Kg di peso, il centravanti rimane cinque anni ad Empoli, tradizionale scuola di calcio per i giovani promettenti dell’area napoletana dal 1990/91 per poi passare in serie B col Genoa; la serie A Vincenzo la trova l’8 settembre del 1996 in Perugia-Sampdoria con la maglia blucerchiata che lo consacrerà goleador (prima marcatura – una doppietta! - proprio contro la Roma il 22 settembre 1996); arriva a Roma nel 1999 e nella capitale segnerà 83 dei suoi 137 goal nella massima divisione, contribuendo all’ultimo scudetto, pur partendo spesso dalla panchina, per la nota staffetta voluta da Capello.
Nel 2001/2002 stabilisce anche il record del derby capitolino segnando quattro gol.
Il triste capitolo infortuni: stagione 1992-93, rottura di tibia e perone; 1993-94 sospetta forma virale che ne altererebbe il battito cardiaco e stagione passate negli ospedali; poi il mal di schiena misterioso che ne ha impedito l’utilizzo giallorosso nell’ultima stagione, culminata con un’operazione e con il gradito ritorno. Certo, Vincenzo sembra alla fine aver vinto poco: uno scudetto ed una supercoppa italiana, tutte in giallorosso. Bomber spietato, con il fiuto del gol tipico degli attaccanti di razza, impreziosito però da doti tecniche da fuoriclasse e da un sinistro sensibile e potentissimo che gli ha consentito anche splendide marcature dalla media distanza.
Etichette: Calcio

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