Gian Luca Marozza

02 aprile 2007

Roma-Milan 1-1


All’Olimpico le due ambasciatrici italiane in Europa danno vita ad un match molto più frizzante rispetto alle malevole aspettative; la Roma è spumeggiante ed in gran forma e stavolta non si nasconde agli osservatori del Manchester, il Milan parte piano ma nella ripresa capisce che non può abbandonare le speranze di quarto posto in campionato e sfiora addirittura la clamorosa, immeritata, vittoria.

Roma che sostituisce l’affaticato Perrotta con Taddei, che stavolta Spalletti schiera centrale di centrocampo, 5° o 6 ruolo ricoperto, con merito, dal brasiliano durante la stagione; sulla fascia di Rodrigo c’è Wilhelmsson; Tonetto non recupera e gioca Cassetti, con Panucci che cambia fascia. Milan che ripresenta Nesta (che farà, al rientro dopo lunghissimo stop, una gran partita) e dietro alle punte Ronaldo e Oliveira, Ancelotti piazza Kakà e Seedorf.
Partenza fulminante dei giallorossi, che bruciano i tempi in tutti i sensi, battendo punizioni e calci d’angolo senza attendere neanche un secondo di troppo; la tattica paga già al 4’, quando Totti dalla bandierina scarica per Mexes che ad occhi chiusi esplode un destro che si insacca sotto la traversa; all’8’ Simic di testa sfiora il palo ma la Roma è bellissima in questa fase: Totti di testa al 25’ impegna Dida che alza sopra la traversa, ancora Mexes prova la replica del gol ma una deviazione salva i rossoneri; il Milan è pericoloso solo con Oliveira, che prima non approfitta dello scivolone di Mexes in disimpegno e poi manda fuori un destro insidioso; Ronaldo prova l’incursione al 44’, contrato dalla difesa romanista.
Negli spogliatoi Ancelotti striglia a dovere i suoi, che entrano in campo finalmente convinti, con Gilardino per l’inesistente Oliveira e trascinati da Kakà, che si piazza spesso largo, guadagnano campo ed iniziativa, procurando molti pensieri alla retroguardia di Spalletti. La Roma è ancora pericolosa ma al 17’ Ronaldo ingaggia uno sprint con Cassetti, i due sbracciano e l’arbitro comanda punizione e cartellino giallo ai danni dell’esterno giallorosso. Dalla moviola appare affrettata la sanzione disciplinare e addirittura molto, molto dubbia la punizione a favore del Milan, che sull’azione pareggia: destro a giro di Pirlo, torsione da grande attaccante d’area di Gilardino e palla nel sacco. La Roma ha una reazione d’orgoglio e chiude per 5 minuti di fila il Milan, stretto d’assedio nella propria area; entra Perrotta e Totti lo invita al gol al 25’ con un magico tocco di destro, ma il nazionale è ancora freddo e spreca sopra la traversa. Mancini si trova a tu per tu con la porta avversaria ma viene contrastato al momento della conclusione. Il furore agonistico degli uomini di Spalletti è sorprendente, forse è più il pubblico a pensare al Manchester che non gli 11 in campo: mischie, tiri ribattuti, Dida esce di pugno, Perrotta svirgola la conclusione, De Rossi spara alto una bordata quasi liberatoria dopo gli incredibili rimpalli che fanno stazionare la sfera all’interno dell’area milanista.
L’ultima emozione è però dalla parte che non ti aspetti: ancora Kakà salta Cassetti sulla fascia, e innesca un contropiede letale, offrendo a Gilardino il più invitante dei palloni, solo da spingere in rete; ma per la non fortunatissima stagione del Gila un gol è anche troppo ed il piatto destro finisce a lato tra lo stupore di Doni, spettatori e compagni.
Il sussulto spegne gli ultimi minuti di una bella partita, fra due squadre che non sono nuove a dare spettacolo quest’anno (finora due vittorie per la Roma e due pareggi) e che sperano fortissimamente di incontrarsi ancora in una splendida semifinale di Champions……

LE PAGELLE
Doni 6: scarsamente impegnato, anche nella ripresa, quando il Milan spinge con maggiore pericolosità; incolpevole sul gol che Gilardino gli insacca praticamente dall’area piccola. Spettatore.
Panucci 6,5: come sempre nelle partite con le grandi tira fuori il meglio; buona prova in copertura, nel primo tempo spesso su Kakà, anche se nel finale sembra, umanamente, calare a livello fisico. Generoso.
Mexes 7: altra prestazione maiuscola del talento francese che tutta Europa invidia a Spalletti; in gol anche dalla distanza, nei primi minuti di gioco è l’attaccante più pericoloso in campo; dietro è come sempre puntuale, anche se Gilardino lo brucia sul gol. Straripante.
Chivu 6,5: al rientro l’uomo mascherato gioca una buona partita di copertura sugli avanti rossoneri. Preciso.
Cassetti 6: nel primo tempo convincente prova di spinta, di discese, di pericolosità offensiva; nella ripresa cala, ma soprattutto sembra confermare la sensazione di trovarsi molto meglio al di là che al di qua della metà del campo, perché Kakà lo salta spesso, Ronaldo lo mette in difficoltà e insomma in copertura l’ex leccese convince poco. Sbilanciato.
Wilhelmsson 6: sembra aver perso in parte lo smalto ed il mordente delle prime apparizioni; l’impegno c’è, intendiamoci, ma la precisione manca, in fase di appoggio e di conclusione. Arruffone.
De Rossi 7: è ancora una volta la Nazionale a restituirci il miglior De Rossi; la maglia azzurra fa bene a Daniele, gli dà slancio e convinzione, sprint atletico ed accortezza tattica che fanno del figlio del vivaio giallorosso uno dei migliori centrocampisti europei. Argento vivo.
Pizarro 6,5: i rimpianti per la sua assenza contro il Manchester crescono, quando vediamo la facilità con la quale il cileno salta l’uomo quasi irridendolo ed indica gli scatti dove piazzare l’appoggio. Furetto.
Taddei 7: nella prima ora di gioco è semplicemente il migliore in campo; schierato come vice-Perrotta corre per chilometri coprendo tutto il campo con incredibile dinamismo e duttilità, senza mai perdere quei colpi che ogni tanto ricordano a tutti che siamo pur sempre di fronte ad un brasiliano; tornato sulla sua corsia, non riesce a ritrovare subito le misure. Moto perpetuo.
Mancini 6: lascia solo intravedere le sue finte ubriacanti, mettendo in allarme il Milan; nella ripresa si ferma un po’, sprecando un paio di buone ripartenze. Contratto.
Totti 6,5: Inventa, ma a parte il colpo di testa del primo tempo, latita in zona gol e la Roma ne risente perché con la gran mole di gioco che produce, conclude poco in porta. Geniale ma svogliato.

Perrotta (per Wilhelmsson) 6: forse vuole strafare e getta al vento qualche buona opportunità appena entrato. Sprecone.
Vucinic (per Totti) s.v.
Tavano (per Mancini) s.v.