Gian Luca Marozza

07 marzo 2007

Lione-Roma 0-2


La Roma regala finalmente ai suoi tifosi ciò che meritano: una serata indimenticabile in quel di Lione restituisce in un colpo solo il brio e la freschezza della squadra-spettacolo ammirata per larghi tratti della scorsa e della attuale stagione, il prestigio internazionale e la “calma sportiva” spesso smarriti in Europa; la banda di Spalletti gioca una partita pressoché perfetta, mix riuscitissimo di solidità difensiva, intelligenza tattica e vigoria atletica, il tutto condito da qualche passaggio illuminante del capitano e dalla incredibile samba che Mancini consegna ai posteri in occasione del secondo gol.
Lione in formazione tipo, la Roma perde nel pre-partita Panucci, che si arrende all’influenza per gettare nella mischia Cassetti. Primo tempo impeccabile: si intuisce da subito una disposizione tattica e mentale positiva; ma si vede anche un pessimo arbitro, quel Mejuto Gonzalez che sotto le vesti superficiali del deciso ed inflessibile direttore di gara, si intestardisce sui particolari per poi non vedere, indegnamente coadiuvato dai suoi collaboratori, molte, troppe cose: le gomitate di Fred e Cris, i falli di quest’ultimo che durante la gara merita perlomeno tre cartellini gialli ed invece termina regolarmente in campo il match, il gol di De Rossi al 6’, annullato per un “appoggio” veniale di Totti, un cristallino fallo da rigore di Abidal su Perrotta…. Ma la Roma di ieri sera è superiore: Cassetti soffre Malouda - che però è il migliore dei suoi - solo in fase difensiva, mentre davanti fornisce una prestazione maiuscola; al 22’ lancio di Chivu per Tonetto che si inserisce profondamente ed in precarie condizioni di equilibrio pennella di sinistro per Totti: il capitano si libera della marcatura e senza saltare indirizza di testa in rete. Il Lione prova qualche assalto ma arrivano cross prevedibili in area giallorossa, che risultano pericolosi solo per qualche disordinata mischia; Doni sbaglia una presa ma non paga dazio, Chivu e Mexes appaiono insuperabili, Pizarro supporta De Rossi con ampi ripiegamenti in copertura e davanti è spettacolo: Perrotta è fermato da un inspiegabile sbandieramento del guardialinee mentre si invola verso il raddoppio, che è solo rimandato. E’ il 44‘: Taddei vede Mancini con la coda dell’occhio ma è pressato e scarica per Totti che ha la sua stessa idea; la sventagliata innesca Amantino che ridicolizza Reveillere con due-tre secondi di interminabili finte, conclusi con dribbling secco e sinistro incontenibile all’incrocio. Nella ripresa la Roma sa che deve superare il primo quarto d’ora e trova in Doni il grande alleato: il brasiliano si conferma insuperabile, sventando nell’ordine le conclusioni di Wiltord, Junihno, Kallstrom; la Roma soffre nel momento decisivo della gara, tiene per poi ripartire più volte. Taddei spreca sull’ennesimo lampo di genio di Totti, Pizarro allarga troppo per Mancini e il terzo gol sfuma…poi è solo festa, la Roma è nell’Olimpo delle prime otto d’Europa ed aspetta di conoscere la prossima squadra che la separa dal sogno…Totti dice Milan…i grandi numeri, le statistiche, le probabilità sembrerebbero indicare un club inglese……

LE PAGELLE
Doni 7,5: due insicurezze nel primo tempo, in presa alta e su conclusione di Juninho, che l’estremo difensore giallorosso riscatta ampiamente nella ripresa: uscita bassa, il suo pezzo forte, su Wiltord, volo plastico a sventare il tiro di Juninho, miracolo su botta da fuori di Kallstrom e forse anche un tocco non visto dall’arbitro sul diagonale di Benzema; un gol in quei 15 minuti avrebbe innescato ben altro finale. Ispirato.
Cassetti 7: la febbre di Panucci lo getta nella mischia all’ultimo istante: soffre il migliore del Lione, Malouda, che lo salta spesso, ma regala nel primo tempo sprazzi di quel giocatore deciso, veloce, scoppiettante che si era visto nel Lecce. Il voto è quindi una media tra il 6 in copertura e l’8 che meriterebbe in fase offensiva specialmente nel primo tempo. Spumeggiante.
Mexes 8: torna profeta in patria, non perde un solo duello, aereo, in acrobazia, in velocità, in recupero; esce verso il limite dell’area a contrastare le conclusioni dalla distanza, non butta via una palla in appoggio, non ricorre quasi mai al fallo. Fuoriclasse.
Chivu 8,5: in Europa torna ad essere il campione che a Roma si è visto solo a tratti; attenzione, non un buon giocatore, il campione, quello dell’Ajax, quel baluardo insuperabile dei primi tempi giallorossi; il giocatore dalla velocità impressionante, forte di testa, elegante nei contrasti, tecnicamente perfetto nei lanci e nell’impostazione del gioco in ripartenza; il naso rotto ci lascia un’immagine del rumeno quasi epica, combattente vittorioso in terra francese. Superiore.
Tonetto 7: costante, regolare. Mette in cascina l’ennesima prestazione positiva, impreziosita dal cross, decisivo, per il vantaggio del capitano, che altri giocatori avrebbero spedito in tribuna. Granitico.
De Rossi 7: seppur non attraversi la migliore fase della sua stagione, il più forte centrocampista italiano sfodera una gara pressoché perfetta tatticamente, attenta, corretta, convinta. Roccioso.
Pizarro 6,5: straordinario primo tempo in copertura; l’affidabilità tattica che Spalletti ha fiutato da quando lo ha visto giocare per la prima volta è dimostrata dall’onnipresenza sugli attacchi iniziali del Lione; da destra a sinistra svaria in recupero ed in impostazione, restando più basso del solito perché la Roma tiene meno palla, scegliendo i lanci in velocità. Ma in Champions League bisogna essere perfetti ed il cartellino che rimedia a tempo scaduto, sulla linea del fallo laterale, in zona d’attacco, gli vale il voto più basso della squadra, che giocherà l’andata dei quarti, chissà contro quale “corazzata d’Europa”, senza di lui. Intelligente ed ingenuo.
Mancini 8: rivedremo per giorni quel dribbling che precede il raddoppio, con la colonna sonora che si addice ad un carnevale carioca. Ma la prestazione di Amantino è anche altro: alleggerimenti in velocità che fanno respirare nei momenti difficili, tecnica di gran lunga superiore alla media, per un calciatore che quando è in forma fisicamente e psicologicamente rappresenta l’arma segreta della Roma. Devastante.
Taddei 7,5: è uno dei punti fermi della banda Spalletti; tiene sempre in ansia gli avversari, forse spreca qualcosa nelle conclusioni, ma quando nel secondo tempo si sistema molto largo sulla fascia, a ridosso della linea del fallo laterale, regala alla platea europea numeri d’alta scuola. Agganci morbidi, piroette, Rodrigo inventa sempre qualcosa in questo calcio dove è sempre più difficile entusiasmarsi. Ballerino.
Perrotta 7: stesso discorso fatto per De Rossi; la flessione fisica c’è stata, ma la prestazione è convincente per impegno, sagacia, costanza. Sta tornando.
Totti 8: lascia la sua impronta anche in Champions, finalmente; gli amanti di calcio di tutta Europa potranno per una volta giudicare le sue aperture al volo, il suo senso della posizione sul gol, la naturalezza con la quale passa dal ruolo di trequartista a quello di centravanti d’area; ieri sera corretto, silenzioso, composto. Campione puro, moderno perché unisce alla poesia calcistica delle inarrivabili giocate la solidità fisica che gli permette di rimanere sempre in campo 90 minuti, con intensità. Totti.

Faty (per Mancini): n.g. (ma Spalletti merita il 9 per la psicologia sopraffina del cambio; secondo noi nulla di tattico, ma il tentativo di far subito recuperare fiducia al giovane francese dopo la negativa prestazione di Ascoli).

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1 Comments:

  • Ciao Gian Luca

    innanzitutto complimenti per l'articolo :)

    Quando si parla della nostra Roma è facile lasciarci andare.

    Ho aperto un piccolo spazio anch'io dedicato alla Roma... questa mattina, sulla ali dell'entusiasmo per la partita di ieri.

    Se ti va, vieni a lasciare la tua dedica nel post dedicato alla partita :)

    By Blogger Romanista, at 7:14 PM  

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