Roma-Parma 3-0

Il campionato riprende dopo la follia di una notte catanese, tutt’altro che un episodio isolato…ed è sempre più difficile appassionarsi a questa serie A che perde interesse ogni giorno, come un fragile muro sul quale continuano ad arrivare spallate terribili…dagli scandali estivi ai tornelli installati nottetempo, dai finti “repulisti” ai commissariamenti della FIGC… ai desolanti silenzi degli stadi vuoti… e la lista potrebbe continuare sino a fine pagina.
Il Parma che scende all’Olimpico è come molte altre squadre viste quest’anno: minuti iniziali di buona organizzazione, che spaventano una Roma contratta, poi – alla distanza – gli emiliani si sgretolano quando i ragazzi di Spalletti salgono di qualche giro.
Difesa inedita tra i giallorossi: la coppia centrale è Ferrari-Panucci, con conseguente impiego dal primo minuto di Cassetti; il Parma si presenta con Budan davanti, supportato da una coppia di trequartisti di tutto rispetto, il baby-fenomeno Rossi ed il rientrante Morfeo.
Copione già visto, qualche conclusione pericolosa da fuori area (Taddei e Totti), poi al 12’ è l’infallibile Doni che esce con grande reattività su Rossi fuori area; al 19’ discesa travolgente, aiutata da un rimpallo, di De Rossi che poi spara alto di sinistro. Solo Cassetti spaventa Bucci da fuori area (pronta la risposta del portiere veterano in angolo) e quando Perrotta dribbla bene quasi dal dischetto, la conclusione è centrale. Spalletti è furibondo per l’involuzione della manovra dei suoi, Mancini staziona a ridosso dell’area di rigore in una stranissima posizione accentrata. Ma o Spalletti sa correggere benissimo gli errori dopo l’intervallo o il Parma “non ne ha più”, perché la ripresa è dominata dalla Roma: al 5’ discesa ubriacante di Pizarro che conta i giri al cross per la testa vincente di Totti, 139° gol in serie A per l’attaccante più prolifico in attività del nostro campionato; al 21’ la Roma raddoppia con Perrotta, lanciato a rete dalla classica discesa romanista in azione corale: Totti illumina di tacco la prorompente cavalcata di Tonetto che serve in mezzo il più invitante degli assist. Il Parma è pericoloso solo con un diagonale largo di Budan al 27’; al 32’ Totti si vede respinto il colpo di testa a botta sicura dall’inossidabile Bucci, dopo una travolgente discesa del nuovo beniamino dell’Olimpico, Wilhelmsson; c’è tempo nel recupero per il terzo gol in mischia di Taddei, su azione di punizione.
Pratica Parma sbrigata…ma l’Inter non si ferma più.
LE PAGELLE
Doni 7: un solo intervento, decisivo. Nelle uscite sui piedi degli avversari lanciati verso la porta sembra quasi imperforabile. Complimenti!
Cassetti: 6,5: buona prova del laterale, che sta crescendo gara dopo gara. Attento dietro, ha vinto le iniziali timidezze davanti e prima o poi troverà anche il gol, dal momento che prova la conclusione con sempre maggiore convinzione. Spigliato.
Ferrari 6,5: il suo stile lo conosciamo: chiude gli spazi ed ha deciso finalmente di non rischiare più; quando serve spazza in fallo laterale o rinvia lungo. Sereno.
Panucci 7: giocatore maturo e completo, preciso, esperto, sempre concentrato; salva da centrale perfetto un paio di pericolose azioni nel primo tempo, chiudendo in particolare su Rossi lanciato a rete. Chi segue questa rubrica si aspetta già il giudizio finale, che ripeteremo fino alla noia. Da Nazionale.
Tonetto 7,5: Max inanella l’ennesima prestazione positiva, aggiungendo alla costanza, alla corsa, alla generosità e alla dedizione tattica, anche una incisività sulla fascia agevolata dalla inusuale posizione di Mancini. Velocissimo.
De Rossi 6,5: in ascesa rispetto a qualche dubbia prestazione degli ultimi tempi; ritrova lo smalto del giocatore decisivo e volitivo che è colonna di questa Roma; contrasti pesanti, ficcanti discese centrali. Convince.
Pizarro 7: inizio appena titubante, poi la solita prestazione che ci fa capire - se ce n’era bisogno – perché Spalletti ha insistito per affidargli le chiavi della linea mediana giallorossa. Straordinaria l’azione con cui regala a Totti l’assist del vantaggio. Sudamericano.
Mancini 5,5: è imprevedibile nel bene e nel male: un match ti delizia con classe e velocità, quello dopo ti fa imbestialire perché sembra rinunciatario e molle. Ieri – come detto – nel primo tempo “naviga” in acque non sue, quasi pestando i piedi a Totti o a Pizarro. Scelta sua o esperimento non riuscito di Spalletti? Indecifrabile.
Taddei 6,5: nel primo tempo la sua fascia è l’unica che fornisce un contributo rilevante; brasiliano atipico, perché unisce a dei colpi classici del repertorio carioca una dedizione tattica utilissima. Puntuale.
Perrotta 7: solito elastico tra attacco e centrocampo, non manca il consueto appuntamento con il gol; giocatore di straordinario rendimento complessivo. Indispensabile
Totti 7: 139 gol nella massima serie, tutti in giallorosso, sono un biglietto da visita che non ha bisogno di altre referenze. Unico.
Wilhelmsson (per Mancini) 7: per lui anche 15 minuti bastano. Entra in campo con una professionalità ed una vivacità che gli valgono gli applausi di tutto lo stadio. Bella sorpresa.
Tavano (per Totti): n.g.
Rosi (per Perrotta): n.g.
Il Parma che scende all’Olimpico è come molte altre squadre viste quest’anno: minuti iniziali di buona organizzazione, che spaventano una Roma contratta, poi – alla distanza – gli emiliani si sgretolano quando i ragazzi di Spalletti salgono di qualche giro.
Difesa inedita tra i giallorossi: la coppia centrale è Ferrari-Panucci, con conseguente impiego dal primo minuto di Cassetti; il Parma si presenta con Budan davanti, supportato da una coppia di trequartisti di tutto rispetto, il baby-fenomeno Rossi ed il rientrante Morfeo.
Copione già visto, qualche conclusione pericolosa da fuori area (Taddei e Totti), poi al 12’ è l’infallibile Doni che esce con grande reattività su Rossi fuori area; al 19’ discesa travolgente, aiutata da un rimpallo, di De Rossi che poi spara alto di sinistro. Solo Cassetti spaventa Bucci da fuori area (pronta la risposta del portiere veterano in angolo) e quando Perrotta dribbla bene quasi dal dischetto, la conclusione è centrale. Spalletti è furibondo per l’involuzione della manovra dei suoi, Mancini staziona a ridosso dell’area di rigore in una stranissima posizione accentrata. Ma o Spalletti sa correggere benissimo gli errori dopo l’intervallo o il Parma “non ne ha più”, perché la ripresa è dominata dalla Roma: al 5’ discesa ubriacante di Pizarro che conta i giri al cross per la testa vincente di Totti, 139° gol in serie A per l’attaccante più prolifico in attività del nostro campionato; al 21’ la Roma raddoppia con Perrotta, lanciato a rete dalla classica discesa romanista in azione corale: Totti illumina di tacco la prorompente cavalcata di Tonetto che serve in mezzo il più invitante degli assist. Il Parma è pericoloso solo con un diagonale largo di Budan al 27’; al 32’ Totti si vede respinto il colpo di testa a botta sicura dall’inossidabile Bucci, dopo una travolgente discesa del nuovo beniamino dell’Olimpico, Wilhelmsson; c’è tempo nel recupero per il terzo gol in mischia di Taddei, su azione di punizione.
Pratica Parma sbrigata…ma l’Inter non si ferma più.
LE PAGELLE
Doni 7: un solo intervento, decisivo. Nelle uscite sui piedi degli avversari lanciati verso la porta sembra quasi imperforabile. Complimenti!
Cassetti: 6,5: buona prova del laterale, che sta crescendo gara dopo gara. Attento dietro, ha vinto le iniziali timidezze davanti e prima o poi troverà anche il gol, dal momento che prova la conclusione con sempre maggiore convinzione. Spigliato.
Ferrari 6,5: il suo stile lo conosciamo: chiude gli spazi ed ha deciso finalmente di non rischiare più; quando serve spazza in fallo laterale o rinvia lungo. Sereno.
Panucci 7: giocatore maturo e completo, preciso, esperto, sempre concentrato; salva da centrale perfetto un paio di pericolose azioni nel primo tempo, chiudendo in particolare su Rossi lanciato a rete. Chi segue questa rubrica si aspetta già il giudizio finale, che ripeteremo fino alla noia. Da Nazionale.
Tonetto 7,5: Max inanella l’ennesima prestazione positiva, aggiungendo alla costanza, alla corsa, alla generosità e alla dedizione tattica, anche una incisività sulla fascia agevolata dalla inusuale posizione di Mancini. Velocissimo.
De Rossi 6,5: in ascesa rispetto a qualche dubbia prestazione degli ultimi tempi; ritrova lo smalto del giocatore decisivo e volitivo che è colonna di questa Roma; contrasti pesanti, ficcanti discese centrali. Convince.
Pizarro 7: inizio appena titubante, poi la solita prestazione che ci fa capire - se ce n’era bisogno – perché Spalletti ha insistito per affidargli le chiavi della linea mediana giallorossa. Straordinaria l’azione con cui regala a Totti l’assist del vantaggio. Sudamericano.
Mancini 5,5: è imprevedibile nel bene e nel male: un match ti delizia con classe e velocità, quello dopo ti fa imbestialire perché sembra rinunciatario e molle. Ieri – come detto – nel primo tempo “naviga” in acque non sue, quasi pestando i piedi a Totti o a Pizarro. Scelta sua o esperimento non riuscito di Spalletti? Indecifrabile.
Taddei 6,5: nel primo tempo la sua fascia è l’unica che fornisce un contributo rilevante; brasiliano atipico, perché unisce a dei colpi classici del repertorio carioca una dedizione tattica utilissima. Puntuale.
Perrotta 7: solito elastico tra attacco e centrocampo, non manca il consueto appuntamento con il gol; giocatore di straordinario rendimento complessivo. Indispensabile
Totti 7: 139 gol nella massima serie, tutti in giallorosso, sono un biglietto da visita che non ha bisogno di altre referenze. Unico.
Wilhelmsson (per Mancini) 7: per lui anche 15 minuti bastano. Entra in campo con una professionalità ed una vivacità che gli valgono gli applausi di tutto lo stadio. Bella sorpresa.
Tavano (per Totti): n.g.
Rosi (per Perrotta): n.g.
Etichette: Calcio

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