Gian Luca Marozza

01 febbraio 2007

Roma-Milan 3-1


La Roma vola verso la terza sfida consecutiva con l’Inter per aggiudicarsi la Coppa Italia, stende un Milan traballante in difesa e riconquista anche Amantino Mancini, uscito nel secondo tempo sotto applausi scroscianti, di affetto e tifo. Stagione particolare, questa, per le partite tra Roma e Milan; escono fuori match strani, con poco equilibrio dietro, che qualcuno definisce spettacolari, ma … non lo dite ad Ancelotti e Spalletti.
Non ce la fa Mexes e lo sostituisce Ferrari; nel Milan Gilardino è supportato in avanti dal solo Kakà. Dopo un’ incursione di Tonetto, lanciato da Totti, la Roma è in vantaggio all’8’, ed il gesto che Ancelotti dedica alla sua difesa dalla panchina è molto indicativo; Costacurta è in anticipo comodo sulla palla ma indirizza in scivolata verso Dida, che però ha già fatto un mezzo passo in avanti, fatale, perché Mancini è il più veloce per spingere in porta l’1-0. Il Milan reagisce: serie di calci d’angolo per i rossoneri, su uno di questi Ambrosini impegna Curci nella deviazione non facile. Ma al 18’ Jankulowski penetra nella retroguardia giallorossa come fosse burro e lancia in porta Gilardino; destro atipico, a metà fra la punta e l’esterno, beffando il recupero di Chivu e l’uscita di Curci; potrebbe essere un brutto colpo ma al 23’ la difesa milanista è letteralmente imbarazzante e lascia Totti solo davanti a Dida, indecisione del capitano, mezzo miracolo di piede del portiere brasiliano, arriva Perrotta che mette tutti d’accordo e ribadisce il vantaggio romanista.
La Roma dispone agevolmente in contropiede veloce di Costacurta e compagni, il Milan impensierisce in avanti con ripetuti cross sui quali la difesa giallorossa va in apnea, lasciando per due volte la conclusione a Cafu, che ha però il difetto di non “vedere” la porta.
Inizia la ripresa, finisce la partita: Pizarro scambia sullo stretto con Totti e trafigge ancora Dida con un destro ad uscire velenosissimo; gli uomini di Spalletti potrebbero dilagare (e l’unico loro vero limite è che spesso non lo fanno): al 4’ Dida devia su destro dalla distanza di De Rossi; né Oddo (che sbaglia quasi tutti i cross) né Gattuso cambiano la dinamica del match e al 17’ Cafu stende Mancini in area. Totti risparmia Dida sparandogli addosso il quinto rigore stagionale sbagliato. Il Milan è pericoloso solo al 24’ con l’ennesimo destro incrociato sul fondo di Cafu; per il resto, la Roma grazia ancora gli avversari, con Mancini che fallisce un comodo aggancio in area al 25’, con Panucci che gira al volo cogliendo la traversa. La giornata no del Milan si concretizza a 10 minuti dal termine, quando l’ultima speranza di rimonta, l’imprevedibile Inzaghi, si fa male appena entrato e lascia i suoi in 10. Inter-Roma...la sfida continua.


LE PAGELLE
Curci 6: da rivedere sul gol di Gilardino: la traiettoria sembra quasi deviata o colpita sporca, però il giovane portiere romanista va giù un po’ troppo presto. Sfortunato.
Panucci: 7: grande prova di un grande professionista, che quando gioca contro le milanesi sembra metterci sempre qualcosa in più; spinge costantemente sul suo lato, crossa con precisione ed eleganza, pesca Totti sul filo del fuorigioco in occasione del 2-1 e sfiora il gol nella ripresa. Intramontabile.
Chivu 6,5: dopo che Gilardino lo punisce al primo scatto, capisce che contro certe squadre non si può regalare proprio nulla e non concede altro agli avanti rossoneri, chiudendo in affanno solo per un risentimento muscolare. Preciso.
Ferrari 6,5: ottima prova del centrale, nelle chiusure, anche eleganti e nei disimpegni; forse qualche colpo di testa di troppo lasciato ad Ambrosini in area, ma lì si sente la mancanza di Mexes. Sicuro.
Tonetto 7: altra grande partita di sofferenza, corsa, dedizione, galoppate sulla fascia e duelli muscolari ed in velocità; arriva anche al tiro in un paio di occasioni e sicuramente è da annoverare tra le felici intuizioni di Spalletti. Ottimo acquisto.
De Rossi 6: ancora irriconoscibile per tutto il primo tempo, dove sbaglia una infinità di appoggi ed entra (incredibile, ma vero!) “morbido” su Jankulowski nell’occasione del pareggio milanista; nella ripresa recupera ritmo e convinzione, annullando nel contempo uno spento Kakà. Altalenante.
Pizarro 8: se in settimana aveva preoccupato l’ambiente con le sue dichiarazioni circa la comproprietà con l’Inter, almeno il cileno le fa seguire da una grandissima prestazione; nel calcio non contano le chiacchiere, contano le giocate di classe di David, la calma olimpica con la quale salta gli avversari, detta i tempi a centrocampo, la convinzione con la quale scaglia fendenti all’arsenico verso la porta di Dida. Da applausi.
Taddei 6,5: divide con De Rossi la marcatura di Kakà, che segue come un’ombra, placca, bracca, rischiando però ripetutamente l’ammonizione per le proteste verso i falli che gli fischia, giustamente, Rizzoli. Argento vivo.
Perrotta 7,5: c’è sempre, su qualsiasi ripartenza, su qualsiasi contropiede, che la Roma vada via con azioni che ricordano quelle “alla mano” del rugby o che arrivi un lancio lungo, tra quelli che scattano lui c’è sempre…e poi continua a segnare. Infaticabile.
Mancini 7: quando ha spazio è devastante, lo sappiamo; ha il merito di sbloccare la partita, si procura un rigore, torna ad essere la spina nel fianco delle difese avversarie e l’Olimpico lo premia con un lungo applauso al momento della sostituzione, questa volta senza polemiche. Spumeggiante.
Totti 6: partecipa alla manovra e rincorre anche il portatore di palla avversario, ma pecca di lucidità in alcune occasioni, pur dispensando i soliti lanci illuminanti in corridoi che solo lui vede; sbaglia un altro penalty…forse è il momento di ricominciare con il cucchiaio. Sprecone.

Cassetti (per Ferrari): n.g.
Wilhelmsson (per Mancini): n.g.
Faty (per Perrotta): n.g.

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