Empoli-Roma 1-0

La Roma getta la maschera nonostante il Carnevale: nel tristissimo Castellani di Empoli, vuoto e risonante delle urla proficue di Gigi Cagni, i giallorossi confessano alla serie A che il campionato è veramente finito e non si dannano più di tanto l’anima per frenare la splendida cavalcata della rivelazione Empoli; le prime avvisaglie di una trasferta ingloriosa le fornisce Spalletti, che risparmia Chivu, Mexes, Mancini e Taddei e ripropone Panucci e Ferrari centrali, con Tavano e Wilhelmsson esterni alti. L’Empoli in formazione tipo attacca spazi ed avversari senza bisogno del sostegno del proprio pubblico e ad al 4’ è già in vantaggio con splendida girata in controbalzo di Pozzi su discesa e cross di Buscé; i toscani tengono sempre larghi i due esterni d’attacco ottenendo un duplice risultato: sono pericolosi su tutti i cambi di gioco orizzontali e limitano, anzi annullano le discese di Cassetti da una parte e Tonetto dall’altra. Il gioco romanista ne soffre terribilmente ma la Roma sfiora comunque il pari al 10’ con il destro di Pizarro che Balli devia da campione sul palo. Totti non è in giornata e si intuisce subito: al 18’ il sempre pericoloso Matteini si inserisce profondamente in area e Doni salva di piede; la Roma sale di tono velocizzando le ripartenze ma spesso manca l’ultimo passaggio per avvicinarsi al pareggio: al 39’ l’assist arriva da un disimpegno sbagliato della difesa avversaria ma Perrotta, rapido come un falco, trova un legno clamoroso a negargli l’ennesima marcatura. Roma sfortunata, ma non convintissima. La ripresa inizia con la squadra toscana ancora sugli scudi: pressing, corsa, organizzazione tattica ai limiti della perfezione per questa provinciale che staziona ormai stabilmente nelle zone alte della classifica; allora Spalletti si arrende e cerca di calare gli assi: entrano Taddei all’11’ e Vucinic per uno spento Totti al 20’; ma la parte iniziale della ripresa vede l’Empoli difendersi con ordine e precisione e quando volano in contropiede Vannucchi, Matteini e Buscè fanno malissimo alla difesa giallorossa, un po’ compassata; al 13’ Matteini esalta ancora le doti acrobatiche di Doni e al 24’ su botta da fuori di Buscé il portiere brasiliano si supera bloccando addirittura a terra e tenendo viva la partita.
Dopo aver rischiato il tracollo, la Roma reagisce nell’ultimo quarto d’ora: è il 31’ quando l’ex Tavano si invola in contropiede, salta Pratali e incrocia sul secondo palo ma stavolta è Balli a superarsi; dalla panchina si alza anche Mancini, ma nel concitato finale è ancora protagonista Balli, che alza in angolo al 39’ un gran colpo di testa del solito Perrotta. E quando il portiere degli azzurri è battuto, con l’Empoli in 10 per la seconda ammonizione di Tosto, la porta è salvata da Raggi che nega il gol alla conclusione a botta sicura di Vucinic.
Rimane l’impressione di un ottimo Empoli e di una Roma un po’ sfortunata ma mai padrona del gioco: ora i pensieri giallorossi sono rivolti tutti a quel sogno inconfessabile di nome Champions League…
LE PAGELLE
Doni 7: tiene in bilico il risultato nel primo e nel secondo tempo, sfoderando una respinta di piede ed un miracolo con scatto felino sulle conclusioni del povero Matteini, che forse meriterebbe il gol, per la splendida prestazione; a conti fatti è il portiere più costante della serie A. Strepitoso.
Cassetti 5: un passo indietro rispetto ai recenti progressi: trova negli esterni avversari delle gatte da pelare insidiosissime e non sembra mai in grado di arginare le discese che Gigi Cagni gli ha preparato sulla fascia. Travolto.
Ferrari 5,5: Pozzi è un giovane interessante ma il centrale giallorosso denota ancora una volta eccessiva lentezza nella marcatura: perde spesso l’uomo, non lo bracca con la cattiveria che serve in serie A, anche quando il centravanti è spalle alla porta. Timido.
Panucci 5,5: non ripete il miracolo di reinventarsi centrale: anche lui appare un po’ spaesato a fianco di Ferrari di fronte ai cambi di gioco frequenti che l’Empoli attua proprio per non dare punti di riferimento alla difesa di Spalletti. In affanno.
Tonetto 5,5: vittima anche lui dello scacchiere tattico empolese, non trova la posizione e corre sovente a vuoto. Irretito.
Wilhelmsson 6: parte benissimo, poi si spegne alla distanza, con l’attenuante di qualche guaio fisico in settimana. Nel momento migliore della Roma nel primo tempo regala alla manovra le consuete ficcanti discese e pecca solo di imprecisione e di fretta in un paio di occasioni che avrebbero potuto portare Totti e Perrotta a tu per tu con Balli. Comunque incisivo.
De Rossi 6: a tratti regge da solo il peso del centrocampo ma per questo è costretto ad inseguire gli avversari con un dispendio di energie che paga nel secondo tempo e che speriamo non si faccia sentire contro il Lione. Maratoneta.
Pizarro 5,5: in Cile per un lutto, non si allena mai in settimana e ne risente, lasciando De Rossi solo nell’impegno atletico nella linea mediana. A mezzo servizio.
Perrotta 7: è l’ultimo ad arrendersi, è sempre il primo a proporsi; giocatore completo, costante, avrebbe meritato ampiamente il gol negatogli dalla sfortuna e dall’intramontabile Balli. Ottimo.
Tavano 6,5: si intestardisce spesso nel dribbling, frequentemente prova l’azione solitaria un po’ troppo insistita, però piace l’intraprendenza e la capacità di dare profondità all’attacco; fallisce il gol dell’ex per un soffio, deve crescere ma le doti tecniche appaiono chiarissime. Brillante.
Totti 5,5: un po’ svogliato, un po’ fuori dal gioco; sembra quasi non gradire la presenza di Tavano che è meno altruista di Mancini in alcune discese del primo tempo; subisce l’aggressività dei difensori avversari, mai fallosa, e tramonta alla distanza sino alla sostituzione; mercoledì servirà tutta la sua classe contro il Lione. Deconcentrato.
Taddei (per Wilhelmsson) 6,5: appena entrato fornisce il suo solito contributo nella consueta posizione; poi, quando la Roma sfodera una spregiudicatissima trazione anteriore, finisce addirittura a fare il terzino destro, dimostrando perlomeno grande affidabilità tattica. Altruista.
Vucinic (per Totti) s.v.
Mancini (per Cassetti) s.v.
Dopo aver rischiato il tracollo, la Roma reagisce nell’ultimo quarto d’ora: è il 31’ quando l’ex Tavano si invola in contropiede, salta Pratali e incrocia sul secondo palo ma stavolta è Balli a superarsi; dalla panchina si alza anche Mancini, ma nel concitato finale è ancora protagonista Balli, che alza in angolo al 39’ un gran colpo di testa del solito Perrotta. E quando il portiere degli azzurri è battuto, con l’Empoli in 10 per la seconda ammonizione di Tosto, la porta è salvata da Raggi che nega il gol alla conclusione a botta sicura di Vucinic.
Rimane l’impressione di un ottimo Empoli e di una Roma un po’ sfortunata ma mai padrona del gioco: ora i pensieri giallorossi sono rivolti tutti a quel sogno inconfessabile di nome Champions League…
LE PAGELLE
Doni 7: tiene in bilico il risultato nel primo e nel secondo tempo, sfoderando una respinta di piede ed un miracolo con scatto felino sulle conclusioni del povero Matteini, che forse meriterebbe il gol, per la splendida prestazione; a conti fatti è il portiere più costante della serie A. Strepitoso.
Cassetti 5: un passo indietro rispetto ai recenti progressi: trova negli esterni avversari delle gatte da pelare insidiosissime e non sembra mai in grado di arginare le discese che Gigi Cagni gli ha preparato sulla fascia. Travolto.
Ferrari 5,5: Pozzi è un giovane interessante ma il centrale giallorosso denota ancora una volta eccessiva lentezza nella marcatura: perde spesso l’uomo, non lo bracca con la cattiveria che serve in serie A, anche quando il centravanti è spalle alla porta. Timido.
Panucci 5,5: non ripete il miracolo di reinventarsi centrale: anche lui appare un po’ spaesato a fianco di Ferrari di fronte ai cambi di gioco frequenti che l’Empoli attua proprio per non dare punti di riferimento alla difesa di Spalletti. In affanno.
Tonetto 5,5: vittima anche lui dello scacchiere tattico empolese, non trova la posizione e corre sovente a vuoto. Irretito.
Wilhelmsson 6: parte benissimo, poi si spegne alla distanza, con l’attenuante di qualche guaio fisico in settimana. Nel momento migliore della Roma nel primo tempo regala alla manovra le consuete ficcanti discese e pecca solo di imprecisione e di fretta in un paio di occasioni che avrebbero potuto portare Totti e Perrotta a tu per tu con Balli. Comunque incisivo.
De Rossi 6: a tratti regge da solo il peso del centrocampo ma per questo è costretto ad inseguire gli avversari con un dispendio di energie che paga nel secondo tempo e che speriamo non si faccia sentire contro il Lione. Maratoneta.
Pizarro 5,5: in Cile per un lutto, non si allena mai in settimana e ne risente, lasciando De Rossi solo nell’impegno atletico nella linea mediana. A mezzo servizio.
Perrotta 7: è l’ultimo ad arrendersi, è sempre il primo a proporsi; giocatore completo, costante, avrebbe meritato ampiamente il gol negatogli dalla sfortuna e dall’intramontabile Balli. Ottimo.
Tavano 6,5: si intestardisce spesso nel dribbling, frequentemente prova l’azione solitaria un po’ troppo insistita, però piace l’intraprendenza e la capacità di dare profondità all’attacco; fallisce il gol dell’ex per un soffio, deve crescere ma le doti tecniche appaiono chiarissime. Brillante.
Totti 5,5: un po’ svogliato, un po’ fuori dal gioco; sembra quasi non gradire la presenza di Tavano che è meno altruista di Mancini in alcune discese del primo tempo; subisce l’aggressività dei difensori avversari, mai fallosa, e tramonta alla distanza sino alla sostituzione; mercoledì servirà tutta la sua classe contro il Lione. Deconcentrato.
Taddei (per Wilhelmsson) 6,5: appena entrato fornisce il suo solito contributo nella consueta posizione; poi, quando la Roma sfodera una spregiudicatissima trazione anteriore, finisce addirittura a fare il terzino destro, dimostrando perlomeno grande affidabilità tattica. Altruista.
Vucinic (per Totti) s.v.
Mancini (per Cassetti) s.v.

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