Messina-Roma 1-1

La Roma saluta il sogno tricolore, semmai qualcuno l’abbia veramente cullato, e conferma i suoi vuoti mentali e la sua scarsa concentrazione sullo Stretto.
In un clima blando post-natalizio i giallorossi scendono in Sicilia molli e poco decisi, eppure una volta fatto il più, ossia passati in vantaggio con una combinazione letale Taddei-Totti-Mancini, si lasciano sfuggire dalle mani una vittoria mai sembrata in discussione.
Difesa di Spalletti risistemata con Ferrari per la squalifica di Mexes, Messina copertissimo con Pestrin e Giallombardo; e proprio l’uscita per infortunio di quest’ultimo, romano del Prenestino, causa lo squilibrio dei giallorossi di Giordano, perfetti per 30 minuti. Con Cordova a centrocampo la Roma comincia a trovare qualche spazio, e Mancini si infila in aerea siglando elegantemente il vantaggio al 39’; nell’occasione Chivu, che da’ il la all’azione, calpesta involontariamente Cordova provocando le vibrate proteste di un pubblico che aveva già mostrato “inquietudine” lanciando oggetti verso Doni. Ma gli avanti della Roma, partiti in velocità nell’altra metà del campo non potevano accorgersi dell’avversario infortunato a terra. Si riprende con 7 minuti di recupero, nei quali Doni sventa (insicuro) l’unica azione pericolosa del Messina, ma il merito di non subire gol è più da attribuire a Perrotta, che sul campanile provocato dal portiere brasiliano mette in angolo di testa.
Nel primo quarto d’ora della ripresa la Roma non spinge, si addormenta ancora, sorniona, e complica la partita di Livorno giocandosi i due centrali di centrocampo, De Rossi e Pizarro, diffidati, ammoniti e quindi assenti domenica prossima contro la compagine del vulcanico presidente Spinelli.
Al 23’ - senza forzare - la Roma sfiora il 2-0: Totti si coordina da fuori aera, ne esce una conclusione sporchissima che sorprende con i rimbalzi Storari e va a spegnersi sul palo; Ferrari scherza col fuoco prima della mezz’ora, fermando per due volte Flocccari con trattenute (la prima, alla manica, poteva costare il penalty, anche se iniziata fuori dall’area di rigore); i capitolini sembrano avere definitivamente in mano la partita: Totti scalda i pugni a Storari, che poi salva su Mancini solo davanti alla porta avversaria; nella girandola di cambi spunta anche Wilhelmsson. Poi, al 47’, la “frittata”: Pizarro rimedia a centrocampo sulla linea del fallo laterale (sotto gli occhi del guardialinee) un paio di calcioni impuniti; parte il contropiede e Chivu prende a sportellate Floccari, con l’avanti messinese ormai defilato ed innocuo; sul rigore di Parisi cala il sipario sul campionato, anche se nel recupero Storari fa il miracolo sul destro di Cassetti. Bye-Bye Inter.
LE PAGELLE
Doni 5,5: qualche indecisione di troppo, niente di grave, ma essendo praticamente inattivo per 90 minuti, sembra un po’ arrugginito anche lui, forse distratto dal lancio di oggetti dei simpatici tifosi messinesi. Bersagliato.
Panucci: 5,5: non il Panucci superlativo della prima parte del campionato; compitini svolti svogliatamente, scarsissimo apporto offensivo. Controfigura.
Chivu 5: non gioca una cattiva partita, (ma il Messina davanti è poca cosa); poi però basta quello sconsiderato intervento nel finale per gettare i tre punti al vento; purtroppo non è la prima volta (vedi un fallo inutile su Flachi a Genova). Inspiegabile.
Ferrari 5,5: stesso discorso; niente di grave, ma con l’attacco avversario inesistente riesce a complicarsi la vita e nella ripresa si innamora pericolosamente della maglietta di Floccari, rischiando più del dovuto. Il solito ingenuo.
Tonetto 6,5: buona prestazione, forse il migliore dei suoi, il più deciso, il più convinto, senza troppe sbavature e fronzoli. Costante.
Mancini 6,5: che abbracci o no il capitano, che realizzi il 50% delle occasioni, Amantino è però la vera spina nel fianco delle difese avversarie e quando Perrotta è “spuntato” come oggi è l’unico vero goleador. Essenziale.
De Rossi 5,5: prestazione deludente: scarsa qualità, ma anche a quantità non siamo sui livelli – pur eccellenti – cui ci ha abituato. In flessione.
Pizarro 6: giostra ancora bene a centrocampo; quando i ritmi sono bassi il cileno spicca per intelligenza ed ordine, ma rovina in parte la prestazione con il giallo che gli farà seguire la delicata Livorno-Roma in tribuna. Nervoso.
Taddei 5,5: qualche buona discesa nel primo tempo, ma nella ripresa scompare praticamente dal campo, costringendo Spalletti (tardivamente) a toglierlo. Impalpabile.
Perrotta 5: non conosciamo perfettamente quali siano le sue condizioni atletiche, ma il cursore giallorosso oggi non contribuisce alla pericolosità offensiva della squadra e sembra fuori partita. Non pervenuto.
Totti 5,5: i colpi di classe e la tecnica sopraffina con la quale colpisce la palla non gli evitano stavolta l’insufficienza, per via di quell’aria svogliata che il capitano infonde forse a tutta la squadra. Indolente.
Cassetti: 6,5: al 51’ rischia di meritarsi un 8 con un destro dal limite su cui Storari strozza l’urlo del gol in gola a molti tifosi romanisti. Ci prova.
Wilhelmsson 6: non dispiace; si propone, corre, scatta, tenta un cucchiaio, anche se entra proprio nel momento in cui il Messina sembra essersi arreso. Frizzante.
In un clima blando post-natalizio i giallorossi scendono in Sicilia molli e poco decisi, eppure una volta fatto il più, ossia passati in vantaggio con una combinazione letale Taddei-Totti-Mancini, si lasciano sfuggire dalle mani una vittoria mai sembrata in discussione.
Difesa di Spalletti risistemata con Ferrari per la squalifica di Mexes, Messina copertissimo con Pestrin e Giallombardo; e proprio l’uscita per infortunio di quest’ultimo, romano del Prenestino, causa lo squilibrio dei giallorossi di Giordano, perfetti per 30 minuti. Con Cordova a centrocampo la Roma comincia a trovare qualche spazio, e Mancini si infila in aerea siglando elegantemente il vantaggio al 39’; nell’occasione Chivu, che da’ il la all’azione, calpesta involontariamente Cordova provocando le vibrate proteste di un pubblico che aveva già mostrato “inquietudine” lanciando oggetti verso Doni. Ma gli avanti della Roma, partiti in velocità nell’altra metà del campo non potevano accorgersi dell’avversario infortunato a terra. Si riprende con 7 minuti di recupero, nei quali Doni sventa (insicuro) l’unica azione pericolosa del Messina, ma il merito di non subire gol è più da attribuire a Perrotta, che sul campanile provocato dal portiere brasiliano mette in angolo di testa.
Nel primo quarto d’ora della ripresa la Roma non spinge, si addormenta ancora, sorniona, e complica la partita di Livorno giocandosi i due centrali di centrocampo, De Rossi e Pizarro, diffidati, ammoniti e quindi assenti domenica prossima contro la compagine del vulcanico presidente Spinelli.
Al 23’ - senza forzare - la Roma sfiora il 2-0: Totti si coordina da fuori aera, ne esce una conclusione sporchissima che sorprende con i rimbalzi Storari e va a spegnersi sul palo; Ferrari scherza col fuoco prima della mezz’ora, fermando per due volte Flocccari con trattenute (la prima, alla manica, poteva costare il penalty, anche se iniziata fuori dall’area di rigore); i capitolini sembrano avere definitivamente in mano la partita: Totti scalda i pugni a Storari, che poi salva su Mancini solo davanti alla porta avversaria; nella girandola di cambi spunta anche Wilhelmsson. Poi, al 47’, la “frittata”: Pizarro rimedia a centrocampo sulla linea del fallo laterale (sotto gli occhi del guardialinee) un paio di calcioni impuniti; parte il contropiede e Chivu prende a sportellate Floccari, con l’avanti messinese ormai defilato ed innocuo; sul rigore di Parisi cala il sipario sul campionato, anche se nel recupero Storari fa il miracolo sul destro di Cassetti. Bye-Bye Inter.
LE PAGELLE
Doni 5,5: qualche indecisione di troppo, niente di grave, ma essendo praticamente inattivo per 90 minuti, sembra un po’ arrugginito anche lui, forse distratto dal lancio di oggetti dei simpatici tifosi messinesi. Bersagliato.
Panucci: 5,5: non il Panucci superlativo della prima parte del campionato; compitini svolti svogliatamente, scarsissimo apporto offensivo. Controfigura.
Chivu 5: non gioca una cattiva partita, (ma il Messina davanti è poca cosa); poi però basta quello sconsiderato intervento nel finale per gettare i tre punti al vento; purtroppo non è la prima volta (vedi un fallo inutile su Flachi a Genova). Inspiegabile.
Ferrari 5,5: stesso discorso; niente di grave, ma con l’attacco avversario inesistente riesce a complicarsi la vita e nella ripresa si innamora pericolosamente della maglietta di Floccari, rischiando più del dovuto. Il solito ingenuo.
Tonetto 6,5: buona prestazione, forse il migliore dei suoi, il più deciso, il più convinto, senza troppe sbavature e fronzoli. Costante.
Mancini 6,5: che abbracci o no il capitano, che realizzi il 50% delle occasioni, Amantino è però la vera spina nel fianco delle difese avversarie e quando Perrotta è “spuntato” come oggi è l’unico vero goleador. Essenziale.
De Rossi 5,5: prestazione deludente: scarsa qualità, ma anche a quantità non siamo sui livelli – pur eccellenti – cui ci ha abituato. In flessione.
Pizarro 6: giostra ancora bene a centrocampo; quando i ritmi sono bassi il cileno spicca per intelligenza ed ordine, ma rovina in parte la prestazione con il giallo che gli farà seguire la delicata Livorno-Roma in tribuna. Nervoso.
Taddei 5,5: qualche buona discesa nel primo tempo, ma nella ripresa scompare praticamente dal campo, costringendo Spalletti (tardivamente) a toglierlo. Impalpabile.
Perrotta 5: non conosciamo perfettamente quali siano le sue condizioni atletiche, ma il cursore giallorosso oggi non contribuisce alla pericolosità offensiva della squadra e sembra fuori partita. Non pervenuto.
Totti 5,5: i colpi di classe e la tecnica sopraffina con la quale colpisce la palla non gli evitano stavolta l’insufficienza, per via di quell’aria svogliata che il capitano infonde forse a tutta la squadra. Indolente.
Cassetti: 6,5: al 51’ rischia di meritarsi un 8 con un destro dal limite su cui Storari strozza l’urlo del gol in gola a molti tifosi romanisti. Ci prova.
Wilhelmsson 6: non dispiace; si propone, corre, scatta, tenta un cucchiaio, anche se entra proprio nel momento in cui il Messina sembra essersi arreso. Frizzante.
Etichette: Calcio

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