Gian Luca Marozza

26 gennaio 2007

Coppa Italia: Milan-Roma 2-2




Nel gelo e nella neve di Milano, con la rigidità del ritrovato inverno aggravata dal fatto che la RAI abbia curato gli Affari suoi, la Roma conferma che i problemi attuali sono più di concentrazione che di rendimento fisico e dopo 25 minuti di apatia nei quali regala ad un mediocre Milan due gol, impone la sua superiorità di gioco e raggiunto il pareggio sul 2 a 2 rischia anche di portare a casa la seconda vittoria stagionale al Meazza, dopo il 2 a 1 di campionato. Roma in formazione tipo, Milan con Ambrosini ed Oliveira-Inzaghi; Gilardino e Seedorf in panchina.
Inizio disarmante dei giallorossi, con Kakà che gode di insperata libertà; al 4’ lancio di Ambrosini, liscio di Chivu e controllo di mano di Oliveira, che poi fila verso la porta di Curci, freddandolo sul primo palo; la squadra di Spalletti non si sveglia, Tonetto appare in balia degli avversari e Mancini non ci pensa nemmeno ad abbassarsi di qualche metro per aiutarlo; al 6’ si intravede Wilhelmsson, che spara a lato un diagonale col destro. Ma dopo un salvataggio di Chivu, al 23’ Panucci perde Jankulowski che crossa in area per il più facile dei gol di Pippo Inzaghi.
La Roma sotto di due sbanda, ma poi, gradualmente, accorcia gli spazi tra difesa e centrocampo nei quali Kakà, Inzaghi ed Oliveira avevano passeggiato per quasi mezz’ora e inizia la grande partita del neo-aquisto svedese del mercato di riparazione di Spalletti. Al 29’ il solito cross di piatto destro di Panucci non trova Totti ma Perrotta, pronto ad insaccare; dopo un forcing durante il quale Mancini e De Rossi sfiorano la deviazione vincente, alla fine il 2 a 2 arriva in modo quasi comico: Pizarro al 39’ si libera dal limite e scaglia verso la porta di Dida, che tenta il solito intervento a metà fra la parata ed il bagher da pallavolista e fa rimpiangere a qualche tifoso rossonero in tribuna che Ancellotti non abbia schierato il nuovo arrivato Storari.
Il secondo tempo avrà ritmi meno forsennati del primo, anche perché gli agenti atmosferici si scatenano sul Meazza, rendendo sempre più difficili sul campo triangolazioni e passaggi precisi; a centrocampo su entrambi i fronti si sbaglia molto, anche gli appoggi più semplici; al 5’ Kakà impegna Curci in angolo (bello stile da parte di entrambi), al 15’ spunta Totti, che si gira repentinamente su se stesso e spara verso la porta milanista, trovando stavolta Dida attento alla deviazione; cominciano i cambi e la Roma cresce dando l’impressione di poter passare nella seconda metà del tempo; quando gli altri sono stanchi “ChippenWilhelmsson sale in cattedra, punta l’uomo, spesso lo salta e conclude per tre volte, sinistro a lato dopo splendido controllo di petto, poi due conclusioni in pochi secondi sulle quali Dida prova a riscattarsi dalla papera del 2 a 2; al 43’ Pizarro tenta di sorprendere ancora il gigante brasiliano, che si salva in maniera goffa ma efficace. 2-2 e tutto rimandato al ritorno dell’Olimpico, con l’impressione di un Milan con seri problemi offensivi e difensivi e di una Roma che ci crede sempre troppo poco in alcuni frangenti del match.

LE PAGELLE
Curci 6,5: prende gol da Oliveira sul suo palo ed è sempre un errore per un portiere; poi si riscatta con interventi sicuri, specialmente in presa alta su alcuni cross insidiosi nel secondo tempo. Sereno.
Panucci: 6: convince più in fase offensiva, dove nel primo tempo scodella a centro area non pochi palloni, che in fase di copertura (suo l’errore sul raddoppio). Propositivo.
Chivu 6: come altre volte, gioca una buona partita, costellata di recuperi e salvataggi di ottima fattura, rovinata però dalla solita grave indecisione sull’1 a 0. Altalenante.
Mexes 6,5: buone coperture e consueto strapotere aereo, anche se rimedia un altro evitabile cartellino giallo. Impetuoso.
Tonetto 5,5: soffre molto sulla fascia, dove viene lasciato solo in quei 25 minuti nei quali sembra che l’effetto Ronaldo debba travolgere la Roma; poi si riprende. Abbandonato.
Mancini 5: tatticamente è un lusso che la Roma può permettersi solo quando il brasiliano giochi alla sua maniera davanti, cosa che non succede ieri sera. Perde sempre palla, Amantino, e nella ripresa costringe Spalletti a sostituirlo ancora, perché si ha quasi l’impressione che non abbia una gran voglia di giocare. Disarmante.
De Rossi 6: non sembra ancora il De Rossi stratosferico delle grandi occasioni, ma recupera sempre un buon numero di palle; la pericolosità di Kakà, però, nella prima parte di gara è una responsabilità che si divide con Spalletti. Sufficiente.
Pizarro 6,5: sale alla distanza, dopo molti errori di misura, che pure sarebbe la sua dote principale. Alla fine, risulta il più pericoloso in fase offensiva perché - incoraggiato da Dida - ci prende gusto nelle conclusioni dal limite. Insidioso.
Wilhelmsson 7,5: che giocatore! Spalletti gongola, ai tifosi romanisti non sembra vero che finalmente sia arrivato qualcuno con questa forma fisica, subito pronto ad essere buttato nella mischia. Corre, ma non solo: qualcuno, che lo aveva giudicato un “muscolare”, non aveva visionato qualche suo breve filmato di dribbling e finte nel campionato belga e francese, disponibile su internet. Straripante.
Perrotta 6: anche lui non è nelle condizioni di forma di un mese fa, ma non possiamo biasimarlo; la stagione è lunga e lui promette di riprendersi, innanzitutto con un gol. Sempre utile.
Totti 6,5: gioca quasi da fermo, nascosto, ma porta palla come solo lui sa fare e quando decide di cercare la porta, sul Meazza cala per qualche attimo un silenzio irreale, fatto di paura mista ad ammirazione. Ha imparato a fare anche questo il capitano, aspettare il momento giusto; speriamo che la condizione fisica migliore ritorni presto. Sornione.

Tavano(per Mancini): n.g.: 15 minuti non bastano per un giudizio, anche se è evidente che a Valencia non si è allenato al meglio.
Cassetti (per Perrotta) n.g.
Rosi (per Wilhelmsson) n.g.

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