CARAVAGGIO, LA REGINA E I TRENI

Con le spalle all’entrata principale della Stazione Termini, guardando l’interminabile fila dei binari che si perdono all’orizzonte, il Gate Termini Art Gallery si trova all’estrema destra, nell’ala mazzoniana, così chiamata in onore dell’architetto Angiolo Mazzoni che ne curò la ristrutturazione a partire dal 1936. Dopo la biglietteria, attraverso un ascensore, si accede allo spazio espositivo dove il visitatore è accolto in una sorprendente zona della stazione, con una vasca circolare adornata da pilastri ed abbellita da un gruppo marmoreo.
Dal 22 novembre 2006 al 31 gennaio 2007 presso tale spazio è presentata la mostra “Caravaggio Capolavori nelle collezioni private”, aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20.
Nel comitato scientifico, tra gli altri, Sir Denis Mahon e Vittorio Sgarbi.
La mostra ripercorre attraverso numerosi ed esaurienti pannelli (dalla lettura invero un po’ difficoltosa anche a causa della scarsa illuminazione) il percorso artistico ed umano del maestro Michelangelo Merisi ed ognuno dei quadri esposti in fondo risente degli avventurosi spostamenti dell’autore, che da Milano alla provincia di Roma (Zagarolo e Palestrina), da Genova a Napoli, a Malta, alla Sicilia, a Porto Ercole, attraverso peripezie e risse, omicidi e fughe, ha profuso la sua opera, spesso dispersa in questo burrascoso itinerario che ha reso complicato anche il percorso di ricostruzione dei critici.
Perno dell’esposizione è la Chiamata (o Vocazione) dei Santi Pietro e Andrea, acquistata nel 1637 da Carlo I d’Inghilterra e rinvenuta attraverso un soffertissimo percorso di riconoscimento e restauro - svoltosi all’interno del castello di Windsor - nei magazzini della collezione reale di Hampton Court. Ispiratore della promozione a capolavoro della tela è stato il grande studioso e storico dell’arte inglese Sir Denis Mahon, pungolato da un altro storico, italiano, Maurizio Marini che aveva preso visione dell’opera, conservata nei suddetti magazzini e ritenuta per anni nulla più di una copia.
La mostra è completata dal Sacrificio di Isacco, della collezione Barbara Johnson, dal S.Giovannino alla Fonte (S.Giovanni è il protettore dell’Ordine di Malta) e dal Cavadenti (insolito il soggetto, di ispirazione nordica) proveniente dalla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze.
L’esposizione è arricchita da materiale radiografico concernente altre opere del maestro, proveniente dalla Fondazione Longhi e da proiezioni video di film dedicati alla vita di Caravaggio. In conclusione, alcune tele la cui fruizione da parte del pubblico è sicuramente rara, evento che non può però giustificare un prezzo di entrata (8 euro) che appare francamente inadeguato all’offerta ed all’ampiezza dello spazio espositivo.
Dal 22 novembre 2006 al 31 gennaio 2007 presso tale spazio è presentata la mostra “Caravaggio Capolavori nelle collezioni private”, aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20.
Nel comitato scientifico, tra gli altri, Sir Denis Mahon e Vittorio Sgarbi.
La mostra ripercorre attraverso numerosi ed esaurienti pannelli (dalla lettura invero un po’ difficoltosa anche a causa della scarsa illuminazione) il percorso artistico ed umano del maestro Michelangelo Merisi ed ognuno dei quadri esposti in fondo risente degli avventurosi spostamenti dell’autore, che da Milano alla provincia di Roma (Zagarolo e Palestrina), da Genova a Napoli, a Malta, alla Sicilia, a Porto Ercole, attraverso peripezie e risse, omicidi e fughe, ha profuso la sua opera, spesso dispersa in questo burrascoso itinerario che ha reso complicato anche il percorso di ricostruzione dei critici.
Perno dell’esposizione è la Chiamata (o Vocazione) dei Santi Pietro e Andrea, acquistata nel 1637 da Carlo I d’Inghilterra e rinvenuta attraverso un soffertissimo percorso di riconoscimento e restauro - svoltosi all’interno del castello di Windsor - nei magazzini della collezione reale di Hampton Court. Ispiratore della promozione a capolavoro della tela è stato il grande studioso e storico dell’arte inglese Sir Denis Mahon, pungolato da un altro storico, italiano, Maurizio Marini che aveva preso visione dell’opera, conservata nei suddetti magazzini e ritenuta per anni nulla più di una copia.
La mostra è completata dal Sacrificio di Isacco, della collezione Barbara Johnson, dal S.Giovannino alla Fonte (S.Giovanni è il protettore dell’Ordine di Malta) e dal Cavadenti (insolito il soggetto, di ispirazione nordica) proveniente dalla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze.
L’esposizione è arricchita da materiale radiografico concernente altre opere del maestro, proveniente dalla Fondazione Longhi e da proiezioni video di film dedicati alla vita di Caravaggio. In conclusione, alcune tele la cui fruizione da parte del pubblico è sicuramente rara, evento che non può però giustificare un prezzo di entrata (8 euro) che appare francamente inadeguato all’offerta ed all’ampiezza dello spazio espositivo.
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